Fermata #302 - Lettera aperta ai disillusi
Il prezzo di bitcoin è ai minimi, il Fear&Greed Index segna 11 su 100 e i capitali corrono verso le IPO di SpaceX, OpenAI e Anthropic. In mezzo al panico, serve ancorarsi ai fondamentali
Annuncio sponsorizzato
Con Debifi hai accesso a liquidità fiat immediata senza rinunciare ai tuoi bitcoin.
Debifi è una piattaforma di prestiti Bitcoin-only e non-custodial. Depositi i tuoi bitcoin come collaterale in un escrow multisig 3-di-4: le chiavi sono distribuite tra te, il creditore, un key holder autorizzato e Debifi. Servono 3 firme su 4 per muovere i fondi - nessuno può toccare i tuoi bitcoin unilateralmente.
Puoi ottenere la liquidità anche senza KYC: scopri qui le offerte no-KYC.
Dimentica l’incubo del 33% di tasse sulle plusvalenze derivanti dalla vendita di bitcoin: il prestito non è un evento tassabile!
Scegli la durata del prestito, il LTV (la quota di bitcoin che impegni rispetto a quanto ricevi in fiat) e ricevi il prestito in euro, dollari o stablecoin.
Il codice è open source: puoi verificare tutto. Non vendere mai più i tuoi bitcoin!
Richiedi il tuo primo prestito da qui: https://debifi.com
Non fate finta di niente, lo so che siete delusi. Persino disillusi.
Anni a raccontarci delle proprietà uniche e inimitabili di Bitcoin, della meraviglia tecnologica, nella sua semplicità, e dell’affascinante teoria dei giochi che ne accompagna la diffusione. Il tutto per ritrovarci a livelli di prezzo che erano stati raggiunti già nel 2021 e in un momento storico in cui l’interesse popolare sembra essere svanito - le ricerche del termine “bitcoin” su Google sono vicine al minimo da cinque anni.
Il mercato crolla e, con lui, le certezze che in tanti si sono trascinati per anni. Online leggo opinioni di appassionati la cui speranza sembra persa: magari hanno vissuto già un mercato ribassista in passato ma “questa volta è diverso”, dicono. I commenti sono un cimitero.
I dati confermo il sentiment. Lunedì 1 giugno il Fear and Greed Index, ovvero il termometro che misura l’umore del mercato, segnava 11 su 100: extreme fear, paura estrema. Bitcoin viaggia intorno ai $65.000, circa il 47% sotto il picco di ottobre, tre candele mensili rosse di fila.
So per certo che alcuni di voi, in questi giorni, si sentono smarriti: è a voi che mi rivolgo in questa fermata.
Treasury, Strategy e le IPO del secolo
Partiamo dai fatti, che è sempre cosa buona quando le emozioni prendono il sopravvento.
La pressione più evidente arriva dagli ETF spot. A fine maggio i fondi statunitensi hanno registrato nove giorni consecutivi di deflussi, la serie più lunga da quando esistono, con circa $2,8 miliardi usciti da bitcoin. Poi, a inizio giugno, una singola settimana da $3,4 miliardi di vendite, il più grande prelievo da quando questi strumenti sono nati nel 2024. Il solo IBIT di BlackRock ha visto andarsene oltre $2 miliardi da metà maggio. I motivi sono i soliti: rendimenti dei Treasury in risalita, aspettative sulla Fed che cambiano. Ma non solo.
C’è la notizia che ha fatto più rumore del suo peso reale. Strategy, per la prima volta, ha venduto bitcoin. Per quattro anni il messaggio di Saylor era stato uno solo, ripetuto come un mantra: comprare, tenere, mai vendere. Puntualmente smentito.
Quanto ha venduto? 32 bitcoin. Lo 0,0038% delle sue partecipazioni, circa $2,5 milioni, per coprire le distribuzioni dovute sulle azioni privilegiate. Strategy resta seduta su circa 843.706 bitcoin.
C’è infine la corrente più profonda, quella che muove davvero i grandi capitali. Quest’anno è la stagione delle IPO del secolo.
SpaceX ha avviato il roadshow proprio in questi giorni, con una valutazione che oscilla tra $1.800 e $2.000 miliardi e una raccolta che può arrivare a $75 miliardi: la più grande quotazione della storia, sopra perfino Saudi Aramco del 2019.
OpenAI (Chat-GPT) punta alla quotazione in autunno, dopo una valutazione da $852 miliardi.
Anthropic (Claude) ha chiuso un round da $65 miliardi che la porta a $965 miliardi, con il traguardo dei 1000 miliardi come scenario base.
Messe insieme, queste tre aziende valgono circa $3.600 miliardi: quanto il Pil della Francia. Goldman Sachs stima che le IPO del 2026 raccoglieranno qualcosa come $160 miliardi. È lì che corrono i soldi ora. Il denaro insegue la storia più eccitante del momento e in questo momento la storia più eccitante si chiama intelligenza artificiale.
Annuncio sponsorizzato
Smettila di fidarti della scatola chiusa Ledger e inizia a proteggere i tuoi bitcoin con la trasparenza del miglior hardware wallet in circolazione: BitBox02.
Facile da configurare grazie alla BitBox App, sia desktop che mobile, BitBox02 offre i più alti standard di sicurezza del settore: tecnologia dual-chip e backup automatico della seed-phrase mnemonica su micro-sd. Sia il software della BitBox App che il firmware del dispositivo sono rigorosamente open-source.
BitBox02 è disponibile sia in versione multi-coin che Bitcoin-only. Per compatibilità con tutti i dispositivi iOS, scegli BitBox02 Nova.
Visita bitbox.swiss/bitcointrain per il 5% di sconto su tutti i prodotti BitBox, incluso Steelwallet Pro: l’unico backup metallico per seed-phrase mnemoniche riutilizzabile.

Guardare alle fondamenta
Ora, una rotazione di capitali è un fatto di mercato. I mercati finanziari guardano i prossimi sei mesi, un anno, inseguono il rendimento, hanno la memoria di un pesce rosso e l’autocontrollo di un bambino davanti a uno scaffale di caramelle. Va benissimo così, è il suo mestiere.
Il problema nasce quando confondiamo il prezzo con il valore. Quando lasciamo che un termometro a 11 ci dica chi siamo e perché siamo qui.
Allora facciamoci la domanda che in mezzo al panico non si fa nessuno: queste aziende meravigliose, queste macchine da $3.600 miliardi, risolvono gli stessi problemi che risolve Bitcoin?
Procediamo con ordine.
Bitcoin garantisce una scarsità matematica in un mondo digitale dove tutto si può copiare all’infinito. A tal proposito, vi rimanderei alla fermata #288, dove analizzo proprio il rapporto tra l’abbondanza consentita dall’intelligenza artificiale e il ruolo futuro di Bitcoin.
SpaceX risolve questo problema? Lancia razzi e li lancia benissimo, ma non compete su Bitcoin sul campo della scarsità assoluta.
Bitcoin offre una riserva di valore senza controparti, che nessuno può svalutare, congelare o diluire con una decisione presa in una stanza. OpenAI risolve questo problema? Costruisce modelli straordinari, ma le sue azioni valgono finché ci credono i mercati, e il loro numero dipende dalle scelte di chi la controlla.
Bitcoin è una risposta alla moneta inflazionistica, un’uscita di sicurezza dal sistema che approfondiremo tra un attimo. Anthropic risolve questo problema? Scrive anch’essa modelli sbalorditivi, che io stesso utilizzo quotidianamente e che hanno già rivoluzionato il modo di lavorare di mezzo mondo, ma non emette denaro e i suoi prodotti li paghi nella stessa valuta che perde potere d’acquisto ogni anno.
Il mining di Bitcoin è capace di stabilizzare le reti elettriche monetizzando l’energia in eccesso, come analizzato ormai alla nausea in questa newsletter (basti cercare ERCOT, Mining, gas flaring, ecc, nella barra di ricerca per trovare gli articoli). Quale delle tre aziende da migliaia di miliardi di dollari ribilancia una rete elettrica? Nessuna, al massimo potranno servirsi del mining per bilanciare le loro operazioni.
La risposta, insomma, è una sola e si ripete quattro volte: no. SpaceX, OpenAI e Anthropic sono aziende splendide che faranno cose splendide. Ma i problemi che risolve Bitcoin restano lì, intatti, e Bitcoin resta l’unica risposta a ciascuno di essi.
Va bene tutto, ma i problemi che risolve Bitcoin sono così evidenti?
Ok, riserva di valore, protezione dall’inflazione. Ma la moneta fiat si sta comportando davvero così male? O stiamo forse risolvendo un problema inesistente?
Vale la pena guardare contro cosa gareggia davvero Bitcoin, perché è dai numeri del sistema esistente che si capisce perché qualcuno, 16 anni fa, ha sentito il bisogno di inventarne uno nuovo.
Massa monetaria, debito, prezzi e salari
Prendete la massa monetaria. La M2 statunitense è passata da circa $15,4 mila miliardi a inizio 2020 a circa $22,8 mila miliardi oggi. Circa un terzo dei dollari oggi in circolazione semplicemente sei anni fa non esisteva. Nell’eurozona la M3 è salita dai €13 mila miliardi di fine 2019 agli oltre €17 mila miliardi di oggi: anche in questo caso, un terzo in più. Il denaro è stato creato dal nulla, in quantità che nessuna scarsità digitale tollererebbe.
Prendete il debito. Quello pubblico degli Stati Uniti ha sfondato il 122% del Pil, partendo da circa il 107% del 2019. Nell’eurozona la media viaggia all’88%, con punte che fanno impressione: Grecia al 151%, Italia al 138%, Francia al 116%. Sono cifre che si ripagano in un solo modo, stampando altra moneta e svalutando quella che avete in tasca.
Prendete i prezzi. Negli Stati Uniti il carrello della spesa, l’affitto, la bolletta costano circa il 25% in più rispetto a inizio 2020. Nell’eurozona l’aumento cumulato dei prezzi al consumo ha superato il 20%, con il picco del 2022 quando l’inflazione annua toccò il 9,2%. Un quinto del potere d’acquisto evaporato in cinque anni, nelle aree già sviluppate e con valute tra le più potenti al mondo. UN QUINTO.
E i salari reali, quelli cioè commisurati all’inflazione? Hanno inseguito, arrancando. Nell’eurozona sono crollati nel 2022, con un calo medio del potere d’acquisto vicino al 4%, hanno continuato a perdere terreno nel 2023 e solo tra 2024 e 2025 hanno faticosamente recuperato quanto avevano lasciato per strada. Salvo poi, nel 2026, tornare a fermarsi a causa dello shock energetico. Tradotto: per anni la gente ha lavorato uguale ed è diventata più povera, e quando finalmente è tornata al punto di partenza, il punto di partenza si è spostato di nuovo.
Questo è il casino. Moneta che si moltiplica, debito che si gonfia, prezzi che salgono, stipendi che inseguono senza mai raggiungere. È il sistema che la maggior parte delle persone considera “normale”, semplicemente perché ci è nata dentro.
Bitcoin nasce come via d’uscita da tutto questo. Una quantità fissa, regole che non cambiano a seconda di chi vince le elezioni, un valore che nessuno può diluire mentre dormite. È a questo che vi state aggrappando quando comprate bitcoin. Ed è questo che il termometro a 11 vi sta facendo dimenticare.
Torniamo allora a coloro che tra di voi si sentono disillusi.
Il prezzo di oggi non vi dice nulla sulla capacità di Bitcoin di risolvere i problemi nei prossimi vent’anni. Sono due grandezze che vivono su scale temporali diverse.
La quotazione misura l’umore di stamattina, mentre i fondamentali misurano se questa cosa servirà ancora tra una generazione.
E la risposta, come abbiamo visto, è che servirà eccome, perché il casino da cui Bitcoin offre una via d’uscita nel frattempo è solo peggiorato.
I cicli passati lo hanno già raccontato. Bitcoin ha perso il 78% nel 2021, oltre l’80% nei cicli precedenti. Il calo di oggi, quel 47% che fa così male, in prospettiva storica è quasi composto. Non è vero che “questa volta è diverso”. Ogni volta, sulle macerie, qualcuno ha smesso di guardare il prezzo e ha cominciato a studiare la tecnologia. È lì, nel mezzo dello sconforto, che si formano i bitcoiner: quelli che restano quando gli altri se ne vanno, quelli che capiscono perché possiedono ciò che possiedono.
Quindi, cari disillusi, non vendete la vostra convinzione al primo termometro che segna paura. Tenetela ancorata ai fondamentali, all’orizzonte lungo, alla domanda semplice da cui siamo partiti: c’è qualcos’altro che risolve quello che risolve Bitcoin? Risposta: no. Non c’era ieri a $126.000 e non c’è oggi a $65.000.
Quando le strade si riempiono di sangue, c’è chi scappa e c’è chi resta a costruire. Il prossimo ciclo lo scriveranno i secondi.
Annuncio sponsorizzato
Praga, 11-13 giugno: la più importante conferenza europea su Bitcoin arriva alla sua quarta edizione. Jeff Booth, Jack Mallers, Michael Saylor, Peter McCormack e molti altri, consulta l’elenco di tutti gli speaker qui.
Acquista subito il tuo biglietto per l’evento dell’anno, fallo con il codice BTCTRAIN per ottenere il 10% di sconto. Sarò ovviamente presente anche io, ci vediamo a Praga!
Quando mi chiedete dove comprare bitcoin, la mia prima risposta è sempre il mercato peer-to-peer: Bisq, HodlHodl, Robosats. Ma so che non tutti vogliono usare questi servizi. Se cercate un servizio immediato ma compatibile con i valori originali di Bitcoin, la mia scelta oggi è Bull Bitcoin. Iscrivendovi con il codice “federico” ottenete uno spread ridotto all’1,75% invece del 2%, per sempre. Potete farlo da qui.
Non-custodial, supporta Bitcoin on-chain, Lightning e Liquid. E potete anche spendere i vostri bitcoin per pagare qualsiasi IBAN in euro, senza passare da una banca.
I dati KYC sono su infrastruttura self-hosted, non vengono condivisi con agenzie fiscali, governi o terze parti. E continueranno a non collaborare finché qualcuno non si presenterà con un’ordinanza di un giudice in mano. È l’unico servizio in Europa di cui posso dire questo con certezza.






