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Sylvia's avatar

Grazie per la semplicità con cui affronti argomenti complessi!! Ho sentito Massimo Musumeci parlare della sicurezza del seed e secondo lui questa dipende più dall'entropia con cui è stato generato che dal numero delle parole. A me sembra sensato...

Federico Rivi's avatar

L'entropia è fondamentale. Anche il numero di parole è però importante perché più parole creano esponenzialmente più combinazioni possibili da tentare da parte di un attaccante che stia utilizzando un brute force. Il successo dell'attacco resta di fatto impossibile anche solo con i wallet da 12

lpanz's avatar

Ottimo come sempre. Una cosa che noto crea dubbi è l’abbinamento tra HW e software. Se uno ha un ledger (esempio) potrebbe rigenerare quel seed e usarlo senza HW su altri wallet (BlueWallet, wasabi ecc). Questo crea infatti un dubbio di base su molti utenti perché usare un HW non è più sicuro nella conservazione, ma solo nella firma delle transazioni. Non so se mi sono spiegato e se ti torna. Ciao e grazie @lpanz2

Federico Rivi's avatar

No beh in realtà è più sicuro anche nella conservazione: in un software wallet le chiavi sono sempre online, in un hardware wallet sono offline (firmi con la chiave privata solo quando lo colleghi e quindi la usi solo in quel momento). Quello che dici però è vero. La seed phrase, se si perde l'hardware wallet, può essere utilizzata per rigenerare il wallet anche con un software. In quel momento le chiavi passano però da offline a online e il wallet diventa a tutti gli effetti un software wallet.