Riparte il dibattito sulla tail emission. In futuro le fee basteranno per rendere profittevole il mining o le macchine verranno spente? C'è chi propone l'aumento del block reward: inflazionare bitcoin
Ottime considerazione Federico. Va anche detto, che tra 10 anni, forse la tecnilogia ... ci regalerà energia pulita a basso costo ed hardware meno energivoro e più performante. Quindi per compiere lo stesso lavoro che fanno oggi i miner sarà più economico e la fee saranno sufficenti per remunerare i Miner.
Vero. I chip ASIC specializzati nel mining in realtà stanno arrivando a un punto di stasi, sono migliorati esponenzialmente negli anni e oggi è fisicamente impossibile andare molto oltre. Ma gli investimenti in impianti energetici rinnovabili dovrebbero aiutare tanto.
Scusate ma non sono molto d'accordo il coefficiente sarà sempre lo stesso e voglio provare a spiegarlo con un esempio, in una gara competitiva dove chi produce di più guadagna di più se ottengo per primo l'ottimizzazione migliore sfrutterò quell'ottimizzazione non per efficientare ma per aumentare la produttività. Quindi se prima spendevo 100Kw per produrre 100 dopo l'applicazione della stessa ottimizzazione spendero 100Kw per produrre 130 nessuna andrà a ridurre la produzione spendendo 70Kw per ottenre 100 perchè alla fine lo scopo è di essere profittevoli. Quando tutti avranno gli stessi miner con la stessa potenza ed efficienza non cambierà nulla rispetto ad oggi se non che avremmo molti più miner accesi rispetto a prima con un hsarate equivalente più alto, qualcosa di simile mi pare si trovi nell'effetto di jevons.
Il tuo ragionamento ha senso e forse mi sono espresso male io, non volevo dire il contrario. Per il fatto che nei prossimi decenni - con investimenti che renderanno più accessibili e diffuse fonti energetiche rinnovabili - costerà meno comprare energia pulita rispetto a oggi (perché gli impianti ancora scarseggiano) il mining attrarrà sempre più attori e l'hash rate globale aumenterà, come è giusto che sia. Quindi con più potenza a disposizione (anche se a basso costo) la quantità di BTC incassata dal mining non sarà necessariamente più alta perché l'hash rate sarà aumentato. Diventerà semplicemente un settore con meno barriere all'ingresso rispetto a oggi.
Resta il fatto che con il prevedibile aumento delle fee i dati dicono che il mining, anche con il diminuire del block reward, resterà un'attività profittevole.
Inoltre se il prezzo di BTC fosse ancora più elevato nel 2024, potrebbe anche essere che, nonostante un block reward inferiore, i ricavi da quest'ultimo possano essere simili o superiori a quelli attuali. Con l'aumento delle fee il mining potrebbe essere sempre più profittevole. Ovviamente però questa è una congettura.
Avrei una domanda: se nuova valuta viene emessa con ogni blocco ma va al miner...Come vengono i nuovi BTC messi sul mercato? Attraverso il libro scambio? Quando compro BTC dal Bot di Telegram, da Relai o da un ATM, da chi li sto comprando davvero?
Il primo punto è vero, è un sistema che si regge anche sull'assunto che nel tempo, aumentando l'adozione e quindi la domanda di BTC, il suo prezzo denominato in valuta fiat aumenterà.
Secondo punto: il miner ha 2 tipi di spese, l'acquisto/mantenimento delle macchine e l'energia elettrica che utilizza per alimentarle. Per sostenerle quindi è tenuto a vendere BTC sul mercato. Quindi il ciclo di immissione di nuova valuta è: block reward ai miner --> miner che vendono sul mercato per mantenere il business. Nello specifico servizi di compravendita come il Bot, Relai o gli Atm si affidano solitamente a dei broker che acquistano quantità sufficienti di Btc per averne a disposizione per i clienti. Relai per esempio so che si rifornisce da Kraken. Kraken a sua volta è una piattaforma utilizzata, come molti altri grandi exchange, dai miner per vendere i BTC minati.
Se è vero che entro il 2030 il guadagno del miner potrebbe arrivare al 50% dalle fees trx, quando raggiunto il limite dei 21 milioni dubito che quel 50% rimanente venga colmato con il solo aumento delle fees (cosa che sarà più che ovvia) quindi probabilmemte qualche miner verrà spento. Inoltre questo va un po in conflitto con l'adozione dei layer superiori che abbassano drasticamente le fees trx. Quindi la mia ipotesi è che avremmo miner costretti ad aumnetare le fees onchain sempre di più per rimanere profittevoli nel rapporto consumo/produzione che però ne scoraggia l'utilizzo per l'utente, mentre avremo un incentivo sempre maggiore ad usare i layer superiori come LN o altro che hanno fees minori, come andranno a soluzionarsi le due cose ?
Dubitare è legittimo ma i numeri per ora dicono l'esatto contrario di quello che scrivi. La crescita di importanza delle fee segue proporzionalmente la decrescita di importanza del block reward. L'andamento non è regolare ma è esponenziale con il dimezzamento ogni 210k blocchi (infatti a 13 anni dalla nascita di Bitcoin già il 90% di tutti i BTC esistenti sono stati emessi). Quindi ha perfettamente senso che se nel 2030 si raggiungerà il 50% - a soli 21 anni dalla creazione - il restante 50% verrà colmato nei successivi 110 anni.
Sui layer superiori: la domanda di block space sarà inferiore in termini di transazioni normali tra gli utenti odierni, ma aumentando l'adozione aumenterà esponenzialmente la domanda di block space sia per le transazioni classiche (anche se si spera sempre meno) sia per l'apertura dei canali LN.
Inoltre i miner non possono aumentare le fee on-chain: il block space non è un loro prodotto che vendono al supermercato. L'importo della fee viene stabilito da chi crea una transazione in base a quanto spazio disponibile c'è on-chain in un determinato momento. Più transazioni vengono effettuate, meno spazio on-chain c'è, più è opportuno pagare fee più alte per avere la transazione approvata in tempi ragionevoli.
Nell'articolo spiego che in futuro ci sarà un equilibrio tra utilizzo del LN come protocollo per le transazioni quotidiane e utilizzo della blockchain per le transazioni di settlement o di grande entità. Ne abbiamo parlato anche con Massimo Musumeci in questo video: https://www.youtube.com/watch?v=fyPBfMHkZbo
Ottime considerazione Federico. Va anche detto, che tra 10 anni, forse la tecnilogia ... ci regalerà energia pulita a basso costo ed hardware meno energivoro e più performante. Quindi per compiere lo stesso lavoro che fanno oggi i miner sarà più economico e la fee saranno sufficenti per remunerare i Miner.
Vero. I chip ASIC specializzati nel mining in realtà stanno arrivando a un punto di stasi, sono migliorati esponenzialmente negli anni e oggi è fisicamente impossibile andare molto oltre. Ma gli investimenti in impianti energetici rinnovabili dovrebbero aiutare tanto.
Scusate ma non sono molto d'accordo il coefficiente sarà sempre lo stesso e voglio provare a spiegarlo con un esempio, in una gara competitiva dove chi produce di più guadagna di più se ottengo per primo l'ottimizzazione migliore sfrutterò quell'ottimizzazione non per efficientare ma per aumentare la produttività. Quindi se prima spendevo 100Kw per produrre 100 dopo l'applicazione della stessa ottimizzazione spendero 100Kw per produrre 130 nessuna andrà a ridurre la produzione spendendo 70Kw per ottenre 100 perchè alla fine lo scopo è di essere profittevoli. Quando tutti avranno gli stessi miner con la stessa potenza ed efficienza non cambierà nulla rispetto ad oggi se non che avremmo molti più miner accesi rispetto a prima con un hsarate equivalente più alto, qualcosa di simile mi pare si trovi nell'effetto di jevons.
Il tuo ragionamento ha senso e forse mi sono espresso male io, non volevo dire il contrario. Per il fatto che nei prossimi decenni - con investimenti che renderanno più accessibili e diffuse fonti energetiche rinnovabili - costerà meno comprare energia pulita rispetto a oggi (perché gli impianti ancora scarseggiano) il mining attrarrà sempre più attori e l'hash rate globale aumenterà, come è giusto che sia. Quindi con più potenza a disposizione (anche se a basso costo) la quantità di BTC incassata dal mining non sarà necessariamente più alta perché l'hash rate sarà aumentato. Diventerà semplicemente un settore con meno barriere all'ingresso rispetto a oggi.
Resta il fatto che con il prevedibile aumento delle fee i dati dicono che il mining, anche con il diminuire del block reward, resterà un'attività profittevole.
Inoltre se il prezzo di BTC fosse ancora più elevato nel 2024, potrebbe anche essere che, nonostante un block reward inferiore, i ricavi da quest'ultimo possano essere simili o superiori a quelli attuali. Con l'aumento delle fee il mining potrebbe essere sempre più profittevole. Ovviamente però questa è una congettura.
Avrei una domanda: se nuova valuta viene emessa con ogni blocco ma va al miner...Come vengono i nuovi BTC messi sul mercato? Attraverso il libro scambio? Quando compro BTC dal Bot di Telegram, da Relai o da un ATM, da chi li sto comprando davvero?
Il primo punto è vero, è un sistema che si regge anche sull'assunto che nel tempo, aumentando l'adozione e quindi la domanda di BTC, il suo prezzo denominato in valuta fiat aumenterà.
Secondo punto: il miner ha 2 tipi di spese, l'acquisto/mantenimento delle macchine e l'energia elettrica che utilizza per alimentarle. Per sostenerle quindi è tenuto a vendere BTC sul mercato. Quindi il ciclo di immissione di nuova valuta è: block reward ai miner --> miner che vendono sul mercato per mantenere il business. Nello specifico servizi di compravendita come il Bot, Relai o gli Atm si affidano solitamente a dei broker che acquistano quantità sufficienti di Btc per averne a disposizione per i clienti. Relai per esempio so che si rifornisce da Kraken. Kraken a sua volta è una piattaforma utilizzata, come molti altri grandi exchange, dai miner per vendere i BTC minati.
Se è vero che entro il 2030 il guadagno del miner potrebbe arrivare al 50% dalle fees trx, quando raggiunto il limite dei 21 milioni dubito che quel 50% rimanente venga colmato con il solo aumento delle fees (cosa che sarà più che ovvia) quindi probabilmemte qualche miner verrà spento. Inoltre questo va un po in conflitto con l'adozione dei layer superiori che abbassano drasticamente le fees trx. Quindi la mia ipotesi è che avremmo miner costretti ad aumnetare le fees onchain sempre di più per rimanere profittevoli nel rapporto consumo/produzione che però ne scoraggia l'utilizzo per l'utente, mentre avremo un incentivo sempre maggiore ad usare i layer superiori come LN o altro che hanno fees minori, come andranno a soluzionarsi le due cose ?
Dubitare è legittimo ma i numeri per ora dicono l'esatto contrario di quello che scrivi. La crescita di importanza delle fee segue proporzionalmente la decrescita di importanza del block reward. L'andamento non è regolare ma è esponenziale con il dimezzamento ogni 210k blocchi (infatti a 13 anni dalla nascita di Bitcoin già il 90% di tutti i BTC esistenti sono stati emessi). Quindi ha perfettamente senso che se nel 2030 si raggiungerà il 50% - a soli 21 anni dalla creazione - il restante 50% verrà colmato nei successivi 110 anni.
Sui layer superiori: la domanda di block space sarà inferiore in termini di transazioni normali tra gli utenti odierni, ma aumentando l'adozione aumenterà esponenzialmente la domanda di block space sia per le transazioni classiche (anche se si spera sempre meno) sia per l'apertura dei canali LN.
Inoltre i miner non possono aumentare le fee on-chain: il block space non è un loro prodotto che vendono al supermercato. L'importo della fee viene stabilito da chi crea una transazione in base a quanto spazio disponibile c'è on-chain in un determinato momento. Più transazioni vengono effettuate, meno spazio on-chain c'è, più è opportuno pagare fee più alte per avere la transazione approvata in tempi ragionevoli.
Nell'articolo spiego che in futuro ci sarà un equilibrio tra utilizzo del LN come protocollo per le transazioni quotidiane e utilizzo della blockchain per le transazioni di settlement o di grande entità. Ne abbiamo parlato anche con Massimo Musumeci in questo video: https://www.youtube.com/watch?v=fyPBfMHkZbo